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ARCO DI COSTANTINO

"LA STORIA"

Arco di Costantino a Roma
ARCO DI COSTANTINO

Quando Diocleziano trasferì la capitale dell'Impero a Nicomedia una divisione del potere divenne necessaria per rimanere più vicini ai confini sempre meno sicuri a causa delle
continue incursioni dei Barbari. Per questa ragione fu nominato Augusto di Milano Massimiamo mentre Diocleziano tenne il titolo di Augusto per le province orientali. Ogni Augusto nominò poi due Cesari: Galerio fu il Cesare di Diocleziano con capitale a Mitrovizza, Costanzo Cloro fu il Cesare di Massimiano a Treviri. I due Augusti mantennero la promessa di abdicare dopo venti anni di governo e passare il potere ai Cesari. Diocleziano si ritirò a Spalato a "curare il suo orto e le sue galline" fino alla sua morte avvenuta giusta in tempo per vedere la fine della pace e l'inizio della guerra civile. Costantino era il figlio di Costanzo Cloro mentre Massenzio era il figlio di Massimiano. Il 27 ottobre del 312 d.C. i due eserciti comandati da Costantino e Massenzio si affrontarono vicino a Roma e Costantino ebbe la famosa visione in cielo della croce che riportava l'iscrizione "In hoc signo vinces" cioè "In questo segno vincerai". Costantino allora fece disegnare la corce sui suoi vessilli e riuscì a vincere la battaglia di Ponte Milvio per la presa del potere.
Questa vittoria fu celebrata nel 315 d.C. con la costruzione di questo arco, ancora molto ben tenuto ai giorni nostri, di fronte al Colosseo. La strana cosa è che niente in questo arco ricorda l'influenza di Cristo per le sorti della battaglia, inoltre alcuni fregi e statue provenivano da altri monumenti già presenti nel foro. Questo dice molto sulla conversione di Costantino alla religione cristiana. Infatti, se è vero che egli cambiò la religione dell'Impero con il suo famoso editto che rese il cristianesimo religione di stato (a quel punto ormai non ce ne era nessun altra), è anche vero che accettò di essere battezzato solo sul letto di morte.

Vista dal Colosseo
VISTA DAL COLOSSEO
Vista
VISTA
Bassorilievo superiore
FREGIO SUPERIORE