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SETTIMIO
SEVERO' ARCH |
"LA
STORIA DEI SEVERI"
Settimio
Severo fu il primo della dinastia dei Severi la quale non lasciò
un grande segno nel destino di Roma. Settimio Severo era infatti
un generale che comprò il trono dopo la morte di Commodo,
il figlio di Marco Aurelio, nel 192 d.C.. Dopo l'uccisione di Commodato
sia la popolazione sia il Senato vollero una persona onesta e la
trovarono in Pertinace. A questa scelta si opposero i pretoriani
(guarda imperiale creata da Augusto) i quali uccisero il neo eletto
imperatore dopo soli 83 giorni di buon governo e misero il titolo
imperiale in vendita. Didio Giuliano, un riccobanchiere, vinse offrendo
6250 dracme ad ogni pretoriano. Il Senato si oppose fortemente a
questa mercificazione e chiamò il generale Settimio Severo
il quale sbarcò a Roma con le sue legioni per restaurare
la legge. Le guardie offrirono la testa di Didio e gli uccisori
di Pertinace a Settimio il quale finse di accettare il compromesso
ma successivamente cancellò il corpo dei pretoriani imponendo
a ognuno di loro di vivere ad almeno 100 km di distanza da Roma.
Settimio era nato a Leptis Magna in Africa e fece il suo cursus
honorum in molte province dell'IMpero (Sardegna, Spagna, Gallia
e Siria dove incontrò la sua seconda moglie Giulia Domna,
una bellissima donna senza scrupoli che gli diede due figli, Caracalla
e Geta). Dopo la sua elezione alcune province orientali passarono
dalla parte di Pescennio Nigro così che Severo dové
immediatamente partire e combattere per il potere appena ricevuto.
Due battaglie (Cizico e Nicea) combattute presso Nicea diedero a
Severo un buon vantaggio e dopo un anno egli vinse Pescennio nella
battaglia di Isso (194). Attuò subito la sua vendetta sulle
popolazioni che avevano sostenuto Pescennio: i Parti e gli Ostroeani.
Bisanzio resisté per tre anni all'assedio prima di capitolare.
Nel frattempo il governatore della Britanni Clodio Albino dichiarò
sé stesso Augusto costringendo Settimio Severo allo scontro
che avvenne in Gallia nella valle di Saóne il 19 febbraio del 197
d.C.. Dopo un lungo scontro dall'esito incerto Settimio riuscì
a prevalere e Clodio ALbino si suicidò gettandosi sulla sua
spada. La sua testa fu spedita al Senato il quale aveva dopo tutto
parteggiato per Albino e più tardi a Roma furono porcessati
più di 60 senatori, 29 furono giustiziati a morte. Questo
era Settimio Severo, il primo imperatore della dinastia dei Severi.
Nello stesso periodo Vologese IV, re dei Parti, aveva invaso la
Mesopotamia obbligando Severo ad una nuova campagna di guerra nelle
province orientali. Questa volta la battaglia fu facilmente vinta
da Severo il quale occupò ancora la Mesopotamia e saccheggiò
la capitale dei Parti. Nella strada di ritorno fu deciso ed attuato
anche l'assedio di Atra ma gli abitanti riuscirono a resistere e
dopo 20 giorni Severo decise di rinunciare.
L'Arco di Settimio Severo fu eretto 4 anni dopo nel Foro Romano
per commemorare la guerra contro i Parti e gli Osroeni e i primi
dieci anni del suo impero impiegati a combattere il Senato, il governatore
Albino e
Settimio Severo's Arch was erected 4 years later in the Roman Forum
to commemorate the war against and the Parthian, Osroeni and the
first 10 years of his empire dedicated entirely to fight with Senatus,
governor Albino, Parthian and to give always more money and power
to his soldiers. Severo was so convinced that having the army on
his side he would have never had nothing to be afraid that suggested
to his 2 sons this rule when in 211 A.D. died in Britannia where
he went to fight his last battle. Caracalla, whose real name was
Bassiano Antonino, ordered to kill his brother Geta and more than
20.000 Romans suspected to be on his brother's side, went on with
the policy of paying the soldiers always more and reduced the power
of Senatus. Nowadays it's still possible to see on the inscription
on the upper part of the arch the holes of the bronze letters where
Severo remembered his son Geta, later cancelled by Caracalla (the
fifth line was changed. once it read: P.
Septimio L. fil Getae nobilissi(mo)
meaning "to the most noble Geta, son of Lucius Septimius, Publius
Septimius). Caracalla linked his name to the erection of huge thermal
baths still visible today but surely he was not an intelligent emperor
loving more the games at Coliseum of which he was not just witness.
Many people think that good things he made during his empire have
to be given to his intelligent mother Giulia Domna. Caracalla later
went to Renia, Egypt, Parthia demonstrating to be fascinated by
Alessandro Magno's mith and behaving in the style of Achille; he
continually started new wars till the day he was murdered by his
guards in april 217 A.D.
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ARCO |
"L'ARCO
e i suoi BASSORILIEVI"
L'Arco
di Severo svetta in mezzo alla Via
Sacra che attraversa il Foro Romano portando alla collina del
Campidoglio. È ben conservato anche se in epoca medievale
fu usato come negozio da un barbiere. I bassorilievi posti sopra
le arcate laterali rappresentano scene dalle Guerre Partiche.
Devono essere lette partendo dal lato sinistro posto verso il
Foro Romano e muovendosi verso destra attorno all'arco. Ogni bassorilievo
si legge dal basso verso l'alto e sono divisi in 2 o 3 scene.
Il Primo Pannello, non ben conservato, mostra
la preparazione della guerra; il centrale rappresenta la battaglia
tra Romani e Parti; e l'Imperatore, sulla sinistra, che parla
ai soldati e la liberazione di una città assediata e la
fuga di Vologese IV, il re dei Parti.
Il Secondo Pannello mostra scene della guerra
contro Osroeni: il più bvasso rappresenta l'armata di Roma
che attacca Edessa con macchine da guerra; il centrale mostra
Settimio Severo che parla alle truppe, e la resa del re Abgar
all'Imperatore; la parte superiore mostra l'IMperatore durante
le operazioni di guerra ed un consiglio di guerra in un campo
fortificato.
Il Terzo Pannello (alla sinistra del Campidoglio)
ha due scene. La prima mostra l'attacco alla città di Seleucia
sul fiume Tigri, con i Parti che fuggono a cavallo verso destra;
sopra i Parti si arrendono all'Imperatore che entra in Seleucia.
Il Quarto Pannello mostra in due scene, l'assedio di Ctesiphon,
la capitale dei Parti, con macchine da guerra, e la fuga del re
sconfitto; sopra è rappresentato Severo che parla alle
armate vittoriose di fronte alla città conquistata. |