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Siete in: IRT / FOTO TOUR DI ROMA / IL FORO ROMANO / ARCO DI SETTIMIO SEVERO
ARCO TRIONFALE DELL'IMPERATORE SETTIMIO SEVERO
Imp Caes Lucio Septimio M fil Severo Pio Pertinaci Aug Patri Patriae Parthico Arabico et
Parthico Adiabenico Pontific Maximo Tribunic Potest XI Imp XI cos III procos et
Imp Caes M Aurelio L fil Antonino Aug Pio Felici Tribunic Potest VI Cos Procos P P
optimis fortissimisque prinicipibus
ob rem publicam restitutam imperiumque populi romani propogatum
insignibus virtutibus eorum domi forisque S P Q R

Costantino's  Triumphal Arch, Rome Italy
SETTIMIO SEVERO' ARCH

"LA STORIA DEI SEVERI"

Settimio Severo fu il primo della dinastia dei Severi la quale non lasciò un grande segno nel destino di Roma. Settimio Severo era infatti un generale che comprò il trono dopo la morte di Commodo, il figlio di Marco Aurelio, nel 192 d.C.. Dopo l'uccisione di Commodato sia la popolazione sia il Senato vollero una persona onesta e la trovarono in Pertinace. A questa scelta si opposero i pretoriani (guarda imperiale creata da Augusto) i quali uccisero il neo eletto imperatore dopo soli 83 giorni di buon governo e misero il titolo imperiale in vendita. Didio Giuliano, un riccobanchiere, vinse offrendo 6250 dracme ad ogni pretoriano. Il Senato si oppose fortemente a questa mercificazione e chiamò il generale Settimio Severo il quale sbarcò a Roma con le sue legioni per restaurare la legge. Le guardie offrirono la testa di Didio e gli uccisori di Pertinace a Settimio il quale finse di accettare il compromesso ma successivamente cancellò il corpo dei pretoriani imponendo a ognuno di loro di vivere ad almeno 100 km di distanza da Roma.

Settimio era nato a Leptis Magna in Africa e fece il suo cursus honorum in molte province dell'IMpero (Sardegna, Spagna, Gallia e Siria dove incontrò la sua seconda moglie Giulia Domna, una bellissima donna senza scrupoli che gli diede due figli, Caracalla e Geta). Dopo la sua elezione alcune province orientali passarono dalla parte di Pescennio Nigro così che Severo dové immediatamente partire e combattere per il potere appena ricevuto. Due battaglie (Cizico e Nicea) combattute presso Nicea diedero a Severo un buon vantaggio e dopo un anno egli vinse Pescennio nella battaglia di Isso (194). Attuò subito la sua vendetta sulle popolazioni che avevano sostenuto Pescennio: i Parti e gli Ostroeani. Bisanzio resisté per tre anni all'assedio prima di capitolare. Nel frattempo il governatore della Britanni Clodio Albino dichiarò sé stesso Augusto costringendo Settimio Severo allo scontro che avvenne in Gallia nella valle di Saóne il 19 febbraio del 197 d.C.. Dopo un lungo scontro dall'esito incerto Settimio riuscì a prevalere e Clodio ALbino si suicidò gettandosi sulla sua spada. La sua testa fu spedita al Senato il quale aveva dopo tutto parteggiato per Albino e più tardi a Roma furono porcessati più di 60 senatori, 29 furono giustiziati a morte. Questo era Settimio Severo, il primo imperatore della dinastia dei Severi.
Nello stesso periodo Vologese IV, re dei Parti, aveva invaso la Mesopotamia obbligando Severo ad una nuova campagna di guerra nelle province orientali. Questa volta la battaglia fu facilmente vinta da Severo il quale occupò ancora la Mesopotamia e saccheggiò la capitale dei Parti. Nella strada di ritorno fu deciso ed attuato anche l'assedio di Atra ma gli abitanti riuscirono a resistere e dopo 20 giorni Severo decise di rinunciare.

L'Arco di Settimio Severo fu eretto 4 anni dopo nel Foro Romano per commemorare la guerra contro i Parti e gli Osroeni e i primi dieci anni del suo impero impiegati a combattere il Senato, il governatore Albino e Settimio Severo's Arch was erected 4 years later in the Roman Forum to commemorate the war against and the Parthian, Osroeni and the first 10 years of his empire dedicated entirely to fight with Senatus, governor Albino, Parthian and to give always more money and power to his soldiers. Severo was so convinced that having the army on his side he would have never had nothing to be afraid that suggested to his 2 sons this rule when in 211 A.D. died in Britannia where he went to fight his last battle. Caracalla, whose real name was Bassiano Antonino, ordered to kill his brother Geta and more than 20.000 Romans suspected to be on his brother's side, went on with the policy of paying the soldiers always more and reduced the power of Senatus. Nowadays it's still possible to see on the inscription on the upper part of the arch the holes of the bronze letters where Severo remembered his son Geta, later cancelled by Caracalla (the fifth line was changed. once it read:
P. Septimio L. fil Getae nobilissi(mo) meaning "to the most noble Geta, son of Lucius Septimius, Publius Septimius). Caracalla linked his name to the erection of huge thermal baths still visible today but surely he was not an intelligent emperor loving more the games at Coliseum of which he was not just witness. Many people think that good things he made during his empire have to be given to his intelligent mother Giulia Domna. Caracalla later went to Renia, Egypt, Parthia demonstrating to be fascinated by Alessandro Magno's mith and behaving in the style of Achille; he continually started new wars till the day he was murdered by his guards in april 217 A.D.

 

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Parte superiore
PARTE SUPERIORE
3° pannello
3° PANNELLO
Arco di Settimio Severo
ARCO

"L'ARCO e i suoi BASSORILIEVI"

L'Arco di Severo svetta in mezzo alla Via Sacra che attraversa il Foro Romano portando alla collina del Campidoglio. È ben conservato anche se in epoca medievale fu usato come negozio da un barbiere. I bassorilievi posti sopra le arcate laterali rappresentano scene dalle Guerre Partiche. Devono essere lette partendo dal lato sinistro posto verso il Foro Romano e muovendosi verso destra attorno all'arco. Ogni bassorilievo si legge dal basso verso l'alto e sono divisi in 2 o 3 scene.

Il Primo Pannello, non ben conservato, mostra la preparazione della guerra; il centrale rappresenta la battaglia tra Romani e Parti; e l'Imperatore, sulla sinistra, che parla ai soldati e la liberazione di una città assediata e la fuga di Vologese IV, il re dei Parti.

Il Secondo Pannello mostra scene della guerra contro Osroeni: il più bvasso rappresenta l'armata di Roma che attacca Edessa con macchine da guerra; il centrale mostra Settimio Severo che parla alle truppe, e la resa del re Abgar all'Imperatore; la parte superiore mostra l'IMperatore durante le operazioni di guerra ed un consiglio di guerra in un campo fortificato.

Il Terzo Pannello (alla sinistra del Campidoglio) ha due scene. La prima mostra l'attacco alla città di Seleucia sul fiume Tigri, con i Parti che fuggono a cavallo verso destra; sopra i Parti si arrendono all'Imperatore che entra in Seleucia.
Il Quarto Pannello mostra in due scene, l'assedio di Ctesiphon, la capitale dei Parti, con macchine da guerra, e la fuga del re sconfitto; sopra è rappresentato Severo che parla alle armate vittoriose di fronte alla città conquistata.