Foto tour
I Musei I locali Tour guidati Curiosità
 
Le Mostre
Appartamenti
Ristoranti
Servizi utili
    Alberghi   Homepage
Siete in: IRT / FOTO TOUR DI ROMA / IL FORO ROMANO / ARCO DI TITO

Iscrizione di testaARCO TRIONFALE DI TITO
Senatus
Populusque Romanus
divo Tito divi Vespasiani f(ilio)
Vespasiano Augusto


Arco di Tito a Roma
TITUS' ARCH

"LA STORIA DELL'ARCO e L'ASSEDIO DI GERUSALEMME"

L'Arco di Tito o in latino "Arcus Titi" fu eretto dopo la morte di Tito per commemorare la sua vittoria in Giudea nel 70 d.C. dove combatté insieme a suo padre Vespasiano. I Giudei si difensero dall'attacco di Roma ma più di seicentomila persone morirono ed i sopravvissuti iniziarono quella che oggi è chiamata la diaspora. Tito ad ogni modo è considerato oggi l'ultimo buon imperatore buono dell'antica Roma e molti storici ricordarono Tito come una persona dotatà di pietà. Quale la verità allora? Importante è comprendere la situazione in Palestina ed il fatto che l'Impero Romano al tempo non era certo in ottime condizioni di salute fin dalla morte di Augusto. La maggioranza degli imperatori della dinastia Giulia-Claudia morirono assassinati e molti altri non vennero certamente presi ad esempio come buoni governatori. La guerra civile era praticamente un fatto quotidiano sia a Roma sia nelle province romane dell'Italia e dell'Impero. I Giudei certo non erano i più forti rivoltosi a quel tempo ma erano forse i più determinati a non accettare la dominazione di Roma, le sue leggi e la sua religione. I Romani consideravano i Giudei alla stregua di fanatici religiosi, e la verità non era molto distante in effetti.
All'inizio Tito cercò di venire a compormessi con i Giudei sperando che essi accettassero finalmente di divenire cittadini dell'Impero ma dall'altra parte era già tutto deciso: combattere fino alla vittoria o morire. I Giudei combattevano una guerra religiosa ed i Romani non accettarono mai questo comportamento dai loro oppositori durante la storia. Il motto di Roma era "uccidi i superbi e perdona gli sconfitti"; solo che qui gli oppositori non volevano cedere e restò solo la soluzione del massacro, la demolizione delle mura e la distruzione, forse accidentale, del Tempio di Gerusalemme.
L'assedio durò qualche mese e ne abbiamo la descrizione precisa dai racconti di Joseph Matatias il quale fu catturato durante l'assedio di Jotopata e successivamente visse a Roma con il nome di Flavio Giuseppe, in ringraziamento alla dinastia Flavia. Durante l'assedio Tito inviò Giuseppe molte volte di fronte alle mura di Gerusalemme per persuadere i ribelli ad arrendersi in cambio della salvezza della vita ma i Giudei rifiutarono sempre ogni ambasciata. La fame fece la parte peggiore del lavoro: i figli uccisero i padri, i ribelli uccisero la gente per un pezzo di pane e quelli che riuscirono a fuggire dalla città assediata raggiungendo il campo dei Romani morirono dopo aver mangiato il primo cibo, perché i loro stomaci non erano più abituati a nulla da giorni.
I Romani, dopo molti tentativi andati a vuoto, riuscirono infine a penetrare dentro le mura, distrussero le case e le mura ed uccisero la popolazione. Solo una parte di mura rimasero in piedi, quella che oggi è conosciuta con il nome di "Muro del Pianto". I capi della ribellione furono condotti a Roma e decapitati durante i trionfi celebrati nel 71 d.C.
Tito divenne in seguito inperatore nel 79 d.C. regnando per soli 2 anni. Durante il suo mandato non comminò nessuna sentenza di morte e Pompei fu distrutta da una terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Alla sua morte l'intera Roma lo pianse, tranne suo fratello Domiziano.


"L'ARCO"

CLICCA LE IMMAGINI PER INGRANDIRLE
Upper Part of the Arch
ARCO
Bas-relief on the arch
FRONTE
Settimio Severo's Arch
ARCO

L'arco di Tito o, in latino, "Arcus Titi" fu eretto sulla "Via Sacra" nell'81 d.C. dopo la morte di Tito per commemorare la sua vittoria in Giudea nel 70 d.C. dove egli combatté con suo padre Vespasiano. È uno dei tre archi rimasti nel Foro Romano e probabilmente il meglio conservato sebbene fosse stato incorporato nel Medioevo nel convento di S. Maria Nova.
Papa Pio VII volle il suo restauro affidandolo al Valadier nel 1822. L'arco riporta l'iscrizione Senatus Populusque Romanus divo Tito divo Vespasiani f(ilio) Vespasiano Augusto che significa "Il Senato ed il popolo romano al divo Tito Vespasinao Augusto figlio di Vespasiano. L'arco è alto 15,4 metri ed ha alcuni importanti elementi quali la commistione dello stile Ionico e di quello Corinzio nelle colonne. Molti bassorilievi commemorano la vittoria di Tito sui Giudei. La parte rivolta al Colosseo è conservata meglio di quella rivolta verso i Fori Imperiali mentre l'arcata presenta sulle pareti laterali eccezionali reperti. Su tutti il bassorilievo rappresentante la presa del tempio con i Romani intenti a trafugare il tesoro del tempio. Molto ben visibile il candelabbro a sette bracci e le trombe d'argento.