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MOSTRA
in CORSO dal 23 marzo al 12 giugno 2011
"Il
Guercino ritrovato. Quando Amore ferma la guerra"
COMUNICATO
STAMPA
L’evento è patrocinato dal Ministero per i Beni Culturali,
dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, e
dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico
del Comune di Roma.
In mostra fino al 12 giugno 2011, l’opera del Guercino
dal titolo, “Marte Furibondo Ritenuto da un Amorino”;
questo grande quadro, siglato e documentato, è offerto
allo studio e alla pubblica fruizione, nella sede che
è apparsa la più idonea per esprimere le sue valenze espressive
e concettuali, appunto il museo romano di Castel Sant’Angelo.
Disperso nei meandri del collezionismo internazionale
e nel disinteresse per l’arte del Seicento, viene svelato
al pubblico all’interno di una struttura di allestimento
che segue il movimento della conchiglia di Venere, e restituisce
al contesto una narrazione visiva in divenire, come il
Marte che, bandita la guerra, si muove al convegno amoroso.
Il Guercino, mai soprannome fu più errato, è tra i pittori
del Seicento, l’Età Barocca, uno dei protagonisti di questo
secolo che esaltò al massimo i valori dei sensi: dalla
pittura alla musica. Guercino, alias Giovanni Francesco
Barbieri (Cento di Ferrara, 1591 – Bologna,1666), al pari
di Guido Reni, Lanfranco e Domenichino, è tra i maggiori
esponenti di quella “Scuola Bolognese” concepita quale
asse di rinnovamento della pittura contemporanea da tempo
impantanatasi nella palude stagnante dell’imitazione della
Maniera di Michelangelo e Raffaello, puri modelli ormai
svuotati da ogni contenuto.
Da una parte il fenomeno chiaroscurato e drammatico, della
Pittura secondo Natura del Caravaggio, dall’altra la Pittura
come Idea di Ludovico, Agostino e soprattutto, Annibale
Carracci e dei suoi discepoli, a dare al Barocco la nuova
“facies”. Il Guercino è tra questi mosso dal chiaroscuro
fantastico del ferrarese Dosso Dossi, vi modella all’interno
forme e colori coi quali, prescelto dal conterraneo papa
Gregorio XV, dal 1621 al 1623,quando il pontefice muore,
il Guercino anima altari e superfici murarie di Roma,
celeberrimo il Casino Boncompagni Ludovisi, detto l’Aurora”
dall’affresco che l’artista esegue in concorrenza ideale
con l’analogo tema affrescato dal Reni in Palazzo Rospigliosi.
Il Marte ritrovato è tuttavia, pertinente a una fase più
matura, rimanendo nel suo studio bolognese fino alla fine.
Nondimeno il messaggio del Guercino vi è impresso nella
più totale compiutezza. La grande figura armata, del dio
della guerra si staglia su uno sfondo di cielo offuscato
dai fumi delle polveri esplose. Tuttavia il corpo possente,
esaltato dai lustri del petto e dai cosciali d’acciaio,
si muove dinamicamente verso un invisibile Venere. Sicchè
sullo sfondo di un ideale Castel Sant’Angelo un Amorino
s’ingegna a distruggere un cannone, strumento di guerra
e di morte che si vuole bandire.
Orario d'apertura:
ogni giorno dal martedì alla domenica 9.00-19.00
Biglietti: 8 € |