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MOSTRA
in CORSO dal 17 marzo al 2 ottobre 2011
"Onorato
Carlandi"
Gli acquerelli della Gran Bretagna accanto alle vedute
italiane di Roma e della sua campagna sono le due sezioni
in cui si snoda la mostra, al Museo di Roma Palazzo Braschi
dal 17 marzo al 2 ottobre 2011, con 54 opere (52 acquerelli,
un dipinto e una scultura) provenienti dalle collezioni
della Galleria Comunale d’Arte Moderna.
La composita e peculiare attività artistica di Onorato
Carlandi si sviluppa nell’ambiente culturale romano a
cavallo tra i secoli XIX e XX, un periodo storico di grande
trasformazione della città non solo sul piano politico,
ma anche urbanistico, sociale e culturale. In questo fervido
clima, nella Roma ora Capitale del Regno d’Italia, Carlandi
promuove il rinnovamento dell’arte come pittore e acquerellista
ma anche nelle vesti di scenografo e illustratore, fondatore
e promotore di nuove scuole e correnti artistiche.
Gli acquerelli della Gran Bretagna accanto alle vedute
italiane di Roma e della sua campagna sono le due sezioni
in cui si snoda la mostra Poesia della natura. Acquerelli
di Onorato Carlandi al Museo di Roma Palazzo Braschi dal
17 marzo al 2 ottobre 2011, con 54 opere (52 acquerelli,
un dipinto e una scultura) provenienti dalle collezioni
della Galleria Comunale d’Arte Moderna. L’esposizione,
a cura di M. Elisa Tittoni, Maria Catalano e Cinzia Virno
è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e
Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di
Roma Capitale con l’organizzazione e servizi museali di
Zètema Progetto Cultura.
Dopo un inizio dedicato alla pittura di soggetto storico
preunitario (La barca dei fratelli Cairoli 1869 -1870
e Ritorno da Mentana, 1872), dalla metà degli anni Settanta
l’interesse di Carlandi si sposta verso l’ acquerello,
tecnica che gli consente di esprimere pienamente un nuovo,
forte interesse per il paesaggio ispirato alla diretta
osservazione della natura. Questa passione lo porta a
fondare nel 1875 l’Associazione degli acquerellisti con
Roesler Franz, Pio Joris e Cesare Biseo, ma anche a trasferirsi
per un lungo periodo nella patria dei maestri di questo
genere, i pittori inglesi, alternando viaggi nella campagna
britannica e soggiorni in Irlanda, Galles e Scozia tra
il 1880 e il 1891. Ampia la presenza in mostra di questo
periodo dell’artista con soggetti che illustrano soprattutto
e in dettaglio paesaggi rurali (Fienile a Wingfield fine
sec. XIX; Campi di fieno - Campsea Ash ,1880-1890) e più
raramente architetture (Finestra di una vecchia abbazia,
1880-1890) villaggi (Bosham, 1898), la costa (Nel porto
di Holyhead, 1907), paesaggi rupestri (Montagne, 1907),
castelli (Wingfield Manor della fine sec. XIX) e abitanti
delle campagne d’Inghilterra e Irlanda di fine secolo.
Dopo aver studiato ed essersi ampiamente ispirato agli
artisti britannici, in particolare all’opera di Peter
de Wint ( 1784 – 1849), nel 1891 Carlandi torna in patria,
con un nuovo stile più romantico ed elegiaco che influenza
le nuove opere. Dal secondo decennio del ‘900 le vedute
di Roma e dell’ Agro Pontino si alternano sempre più spesso
ai paesaggi inglesi fino a divenire suo esclusivo soggetto
facendo di Carlandi uno dei principali “cantori” della
campagna romana. Quest’ultimo periodo è presente in mostra
con acquerelli che comprendono tutto il panorama dell’agro
intorno alla Capitale e la città stessa con alcune delle
sue più monumentali vedute, come Rovine di Roma (1920-1930),
Arco di Settimio Severo e Colonna di Foca (1920-1930),
Foro Romano (1900-1910). La campagna è presente con i
paesaggi (Fiori nella campagna romana,1920-1930; Il Tevere
in piena 1880-1890), ma soprattutto con gli antichi ruderi
sparsi tra le strade consolari e le ville imperiali, da
Villa Adriana (due acquerelli su carta del 1928 e del
1928-1930) a Cecilia Metella del 1930-1939). Nel 1904
è tra i fondatori del gruppo I XXV della Campagna romana,
composto fra gli altri da Enrico Coleman, Giulio Aristide
Sartorio, Napoleone Parisani e Vittorio Grassi. Le mete
preferite di questi pittori itineranti andavano da Ponte
Mammolo a Settebagni, da Due Ponti e Prima Porta a Santa
Passera e all’Appia da Settecamini a Isola Sacra e alle
Ville Tiburtine. Nonostante la continua ripetizione di
soggetti e luoghi, gli acquerelli di Carlandi propongono
ogni volta un’armonia diversa, dovuta a visioni prospettiche
e stesure cromatiche nuove, sintesi fra virtuosità del
mestiere e profondo sentimento della natura.“Una larghezza
di visione che fa sognare” come afferma Francesco Sapori,
un’attenta osservazione e interpretazione della natura
che offre sempre nuove emozioni visive.
Orario d'apertura:
dal martedì alla domenica: 9.00-19.00; lunedì
chiuso.
Biglietti: 060608
tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00.
Sito Web: MUSEO
DI ROMA - PALAZZO BRASCHI
Telefono: + 39.06.8259127 |