Mostra
in corso dal 24 gennaio al 20 aprile 2014
"II
paesaggio italiano. Fotografie 1950 - 2010"
COMUNICATO
STAMPA
Nella storia dell’arte il paesaggio appare relativamente
tardi, nel Rinascimento, quando Leon Battista Alberti
descrive scientificamente la prospettiva nel suo De
Pictura e di conseguenza si apre al mondo la rappresentazione
della città, delle sue forme e delle sue geometrie.
In fotografia invece il paesaggio compare con grande
enfasi fin dalle origini del mezzo e l’atto di fotografare
i luoghi diventa parte dell’esperienza dell’ottocentesco
Grand Tour ma anche delle avventure coloniali. E, più
semplicemente, rende possibile far vedere luoghi sconosciuti.
II PAESAGGIO ITALIANO. FOTOGRAFIE 1950 – 2010 spazia
nell’arco della seconda metà del 900, ed evidenzia i
diversi modi con i quali il paesaggio italiano è stato
approcciato sulla base delle diverse “scuole di pensiero”
alle quali sono appartenuti gli autori.
Ci sono i pittorialisti (come Riccardo Peretti Griva
o Enrico Pavonello in giovane età) ai fotografi vicini
all’estetica Crociana (Giuseppe Cavalli, Piergiorgio
Branzi, Alfredo Camisa, Giuseppe Moder, Raffaele Rotondo,
Dino Bruzzone), e gli aderenti a La Gondola (tra cui
Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol, Fulvio Roiter, Gino
Bolognini, Giuseppe Bruno); i neorealisti (Luigi Crocenzi,
Gianni Borghesan e Nino Migliori all’inizio della sua
carriera artistica) e i paesaggisti del Touring Club
Italiano (Bruno Stefani, Toni Nicolini, Ezio Quiresi
e negli anni successivi Francesco Radino). Pure Carla
Cerati negli anni ’60 lavorò sul paesaggio, così come
un altro fotogiornalista, Giorgio Lotti, di cui memorabili
furono i reportage sull’alluvione di Firenze. Già dagli
anni ’60 fu la volta del viaggio come scoperta di un
territorio che Paolo Monti aveva iniziato a mappare
in modo sistematico. Per i grandi maestri Mario Giacomelli
e Ugo Mulas il paesaggio era strettamente legato alla
letteratura mentre in Franco Fontana diventava una terra
incantata che riassumeva le estetiche del paesaggio
rinascimentale.
Già alla fine degli anni ’60 Guido Guidi ha iniziato
a presentare i suoi paesaggi marginali anticipando le
problematiche attuali dei non luoghi e poi con Luigi
Ghirri, sulla base della critica alla “visione cartolinesca”,
venne avviato dagli anni ‘70 il nuovo viaggio in Italia
che fece emergere di conseguenza un nuovo modo di intendere
la fotografia, quindi la bellezza del Mediterraneo e
la sua ricchezza culturale (Giuseppe Leone, Ferdinando
Scianna, George Tatge) fino alla dimensione urbana (Gabriele
Basilico, Mario Cresci, Olivo Barbieri, Luca Campigotto,
Gianantonio Battistella, Vittore Fossati, Andrea Abati,
Marco Zanta, Nicola Lorusso, Nunzio Battaglia, Vincenzo
Castella).
Con la città invasa di Roberto Salbitani appare negli
spazi urbani l’invasione della pubblicità di cui Oliviero
Toscani e Franco Turcati esaltano la dirompente potenzialità
mediatica, mentre Luca Maria Patella, Rosa Foschi, Mario
Sillani Djerraian e poi Gianluigi Colin, Marcello Di
Donato, Davide Bramante e Maria Mulas si misurano da
parte loro con il paesaggio fantastico. Nel corso degli
anni, una parte dei fotografi italiani ha proseguito
nella ricerca più tradizionale di quelli che oramai
sono probabilmente gli ultimi scorci della bellezza
del paesaggio: prima Augusto Viggiano, poi Valerio Rebecchi,
Cesare Colombo, Ippolita Paolucci, Alberto Tissoni,
Carlo Leidi, Antonio Biasiucci, infine Laura Di Bidino,
Valerio Desideri.
Elementi di storia dell’arte e di memoria dei luoghi
sono stati invece introdotti da Davide Camisasca, Vasco
Ascolini, Cesare Di Liborio, Paolo Simonazzi, Bruno
Cattani o dai fotogiornalisti Aldo Martinuzzi e Roberto
Koch.
L’ultima parte della mostra presenta la visione contemporanea
del paesaggio oramai frammentato per come viene proposta
da Massimo Vitali, Moreno Gentili, Cristina Omenetto,
Giovanni Gastel, Marco Signorini, Marco Campanini, Maurizio
Montagna, Samantha Banetta, Marco Citron, Luciano Gaudenzio,
Massimo Siragusa, Miranda Gibilisco, Maurizio Chelucci
e Maurizio Galimberti.
Orario d'apertura:
dal Martedì alla Domenica dalle 10.00 alle 20.00. Chiuso
il Lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima
Biglietti: intero
€ 7,50; ridotto € 6,50; gratuito per le categorie previste
dalla tariffazione vigente.
Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante
esibizione di valido documento che attesti la residenza):
intero € 6,50; ridotto € 5,50.
Prenotazioni:
gruppi (max 25 partecipanti): è disponibile un
servizio di prenotazione per gruppi, che non comprende
la visita guidata: costo addizionale per la prenotazione
€ 25,00 a cui va aggiunto il costo del biglietto
d’ingresso al museo.
Inoltre è disponibile un servizio di visite guidate,
a pagamento e su prenotazione, a scelta tra percorso
museo e/o percorso mostra.
Scuole (max 25 partecipanti): è richiesta la
prenotazione per gruppi scolastici. Inoltre è
disponibile un servizio di visite guidate, solo su prenotazione.
La prenotazione per singoli visitatori è possibile
solo con il pre-acquisto online del biglietto di ingresso.
Telefono: 060608
(tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
Sito Web: MUSEO
DI ROMA IN TRASTEVERE